Perchè il Bitcoin è risorto e salirà ancora

26.Giu.2019Press release

Quel Lazzaro del Bitcoin… ce l’ha fatta di nuovo. Rieccolo in piedi, vivo e vegeto a spernacchiare quanti gli avevano fatto l’ennesimo funerale. Si è rialzato, ma non si è messo semplicemente a camminare. Ha cominciato a correre, correre, correre come l’indimenticabile Forrest Gump. Lo ha fatto sempre più forte superando la quota (fondamentale anche dal punto di vista psicologico) dei 10mila dollari. E ora dove può arrivare? Gli analisti, anche i più prudenti e scrupolosi – compresi i nostri – disegnano grafici con impennate vertiginose. Ad un orizzonte visibile a vista d’occhio si intravede il raddoppio ma le proiezioni fissano traguardi sempre più ambiziosi: fino a quota 70mila dollari nel 2024. Il rigore di questa testata, la deontologia di chi scrive ed il rispetto verso la platea dei lettori/investori impone una fotografia della situazione seria ed imparziale. Allora facciamo davvero i giornalisti e analizziamo tutto con il supporto dei numeri e dei fatti che “casualmente” potete riscontrare in “Cripto Svelate”, libro edito da Paesi Edizioni e scritto con mio fratello Andrea…ma più di un anno e mezzo fa.
In questo primo semestre il Bitcoin ha fatto registrare 2 record: quello negativo toccando il suo minimo a febbraio 3400 dollari e raggiungendo il suo massimo annuale nei giorni scorsi 10.900 dollari. In appena quattro mesi ha triplicato il suo valore. Attenzione, però, stoppiamo subito il “partito” di chi leggendo questi numeri è già pronto a mettere in campo la più classica delle generalizzazioni, parlando di volatilità. Il tema, semmai, è un altro: cosa è cambiato rispetto al boom del quarto trimestre 2017 quando in 10 giorni si arrivò a quota 20mila?
Quella fu sostanzialmente un’esplosione legata alle Ico: la corsa Bitcoin ed Ethereum era finalizzata all’acquisto di token emessi da start up e asset emergenti il cui fallimento trascinò di lì a poco verso il fondo il valore delle criptovalute. Ora il secondo trimestre 2019 regala invece una impennata con caratteristiche diverse: gli investitori acquistano BTC per detenere il token e non certo per investirli in attività di secondo rilievo. Siamo entrati in una nuova fase di un mercato – possiamo affermarlo – che ha raggiunto la sua maturità. Per questo le principali analisi, come anticipavamo anche quelle più prudenti, tendono a posizionare il Bitcoin di nuovo verso i 20mila dollari.
Tutti, correttamente, ora parlano e celebrano l’entrata ufficiale in questo mondo di Facebook con Lybra la moneta “minata” da Zuckerberg. Gli effetti sono stati dirompenti proprio come avevamo pronosticato sulle colonne di questo giornale commentando le “grandi manovre” dei big player in chiave fintech. Ma non è tutto. Lo abbiamo sempre sostenuto e lo ripeteremo fino alla morte: la chiave di volta è la blockchain, la tecnologia alla base dellecripto. La sua importanza ora, però, è completamente cambiata. Il mercato ha abbandonato la fase “glamour” e quella degli annunci per ottenere risalto mediatico per passare a quanto di più strutturato e concreto. Cosa? La reale applicazione nell’Economia. Ne abbiamo esempi a bizzeffe nel food, sulla proprietà intellettuale, l’e-commerce e naturalmente nell’healthcare. Questo ha stimolato Governi e istituzioni mondiali ai massimi livelli con investimenti diretti, risorse stanziate e regulation (studiate o già trovate…). La Blockchain da parola misteriosa è finita nell’agenda dei politici e sui titoli dei giornali soprattutto collegata ai concetti di trasparenza e innovazione digitale. Ma non è ancora tutto perché il mercato, ora sì, come sosteniamo da tempo, può davvero segnare una svolta. A patto, sia chiaro, di utilizzare gli strumenti giusti.
Uno dei maggiori temi resta – ed ora ancora a maggior ragione – quello della trasparenza e dalla sicurezza delle transazioni. Per questo Consulcesi Tech è scesa in campo in qualità di lead advisor di ConsulCoin Cryptocurrency Fund, il primo fondo d’investimento regolato nell’Unione Europea dedicato ai player istituzionali e alle società quotate. Il fondo capitalizza al massimo, e in modo bilanciato, i vantaggi offerti dalla tecnologia blockchain e dalle criptovalute. Ulteriori opportunità sono rappresentate dal tasso di interesse flat, dalla diversificazione del portafoglio e da una maggiore facilità di accesso all’investimento a costi ancora più competitivi degli ETF. Un prodotto, insomma, con un passaporto europeo garantito dal rigore svizzero. Questo è assolutamente fondamentale per gestire, con un’esposizione intelligente in un settore in continua crescita, attività di asset allocation grazie a processi di investimenti strutturati possibili grazie alla competenza di un team internazionale altamente qualificato.
È il momento giusto per investire? Intanto bisogna farlo nella maniera corretta. Il Bitcoin così come Ethereum fra dieci anni saranno probabilmente superati da altre monete ma resteranno per sempre dei punti di riferimento fondamentali e forse la principale risposta a quest’utima domanda: fra dieci anni parleremo delle monete correnti come del Doblone o delle Lira…? Certo è che come recitava il sottotitolo del nostro libro da criptovalute e blockchain non si torna più indietro.

 

Massimo Tortorella
Presidente Consulcesi Tech